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Arya StarkDaenerys Targaryen hanno molto in comune. In Game of Thrones non hanno avuto modo di condividere la scena, ma probabilmente le cose saranno diverse nei prossimi romanzi di George R.R. Martin.

Le due popolari eroine del mondo del Ghiaccio e del Fuoco sono destinate a incontrarsi e, perché no?, magari a diventare grandi amiche.
Ecco cinque motivi per cui Arya e Dany dovrebbero unire le proprie forze e lottare l’una al fianco dell’altra.

Due principesse in esilio

In A Game of Thrones, primo volume dell’imponente saga di Martin, facciamo la conoscenza di Daenerys, una giovane fanciulla nata nella tragedia durante la Ribellione di Robert, la guerra che ha posto fine alla dominazione Targaryen sull’Occidente. In esilio in oriente fin dalla nascita, Daenerys non ha conoscenza del mondo oltre il Mare Stretto. Nonostante non riesca a considerare Westeros la propria casa, Dany desidera fare ritorno in occidente e realizzare il sogno del fratello.

Al contrario di quanto accade a Daenerys, non sono cause esterne a costringere Arya a lasciare Westeros, il suo è piuttosto un esilio volontario, dettato dall’errata consapevolezza di non avere più nessuno al mondo su cui poter contare. Arya lascia il continente nel quale ha vissuto per oltre dieci anni e si dirige al di là del Mare Stretto, giungendo sulle coste di Braavos.

Il desiderio di vendicare le proprie famiglie

Alla morte di Viserys e grazie alle parole del fratello che le ha insegnato sui suoi avi tutto ciò che sapeva, Dany avverte un senso di dovere nei confronti della propria dinastia.

Vendicare i torti subiti dai Targaryen durante la sanguinosa Ribellione di Robert diventa il principale obiettivo di Daenerys che, pur desiderando spesso di poter ignorare il gravoso fardello che porta sulle spalle, diventa consapevole che essere “il sangue del drago” significa non poter ignorare le proprie radici e la propria identità.

La tematica delle radici torna prepotente nella storia di Arya e si lega, ancora una volta, a quello della vendetta.

Prima della partenza per Braavos, Arya crede di essere sola al mondo: suo padre è stato giustiziato sotto i suoi occhi, sua madre e Robb massacrati alle Nozze Rosse proprio quando credeva che li avrebbe riabbracciati, Arya pensa che Rickon e Bran siano stati uccisi da Theon Greyjoy e crede di non poter raggiungere Jon Snow alla Barriera. Tutto ciò a cui riesce ad aggrapparsi è fare giustizia per la sua famiglia e la Casa del Bianco e del Nero le promette esattamente questo.

Nonostante ciò, malgrado vogliano giustizia, c’è così tanto dolore e così tanta sofferenza nelle loro vite che spesso vorrebbero solo gettarsi tutto alle spalle, persino la vendetta stessa.

Credono nella giustizia

Daenerys e Arya sanno essere spietate con i propri nemici e con chiunque loro ritengano abbia causato un torto a chi è più debole. Pur se vendicative, Arya e Daenerys sono due dei “campioni del popolo”. Empatiche e amorevoli, si battono con forza contro ogni tipo di ingiustizia, soprattutto contro la schiavitù.

La saga di Daenerys nella Baia degli Schiavisti ne è un esempio lampante perché in quel momento la regina d’argento decide di mettere da parte la conquista dei Sette Regni e anteporre le necessità del popolo che ha liberato alle proprie. Gli ideali di Daenerys, quando viene chiamata Mhysa, sono quelli dell’equità e della giustizia. Dany non prende Astapor, Yunkai e Meereen facendo strage di innocenti, non conquista gli Immacolati costringendoli a piegarsi al suo volere e dimostra di essere diversa dagli altri regnanti.

Daenerys condanna i padroni della Baia degli Schiavisti esattamente come fa Arya.

Pur non essendo direttamente coinvolta con la pratica della schiavitù a Essos, Arya esprime con determinazione la sua opinione a riguardo.

Quando, in uno dei passaggi più interessanti della sua avventura nella Casa del Bianco e del Nero, ascolta il racconto della genesi degli Assassini senza Volto, commenta furibonda: “Uccise gli schiavi? Avrebbe dovuto uccidere i padroni”.

Entrambe conoscono la sofferenza

Nessuno dei personaggi dell’epica saga di George R. R. Martin può definirsi fortunato e Arya e Daenerys non fanno eccezione.

Il loro percorso attraverso le avversità è molto più simile di quanto si potrebbe immaginare.

Entrambe, infatti, hanno scoperto giovanissime cosa significhi sentirsi sole e abbandonate e tentare di sopravvivere facendo affidamento solo sulle proprie forze.

Conoscono la fame e il duro lavoro e non hanno paura di dover affrontare nuovi pericoli anche quando chi sta loro attorno crede che invece dovrebbero.

Il sangue del drago e il sangue di lupo

Daenerys e Arya, più di qualunque altro personaggio della saga, sono intensamente associate ai sigilli delle loro casate. Dai loro simboli e dalle parole che li accompagnano traggono forza e nuova sicurezza nei momenti più duri.

“Sono un lupo, non devo avere paura”, ricorda Arya a sé stessa, e “Il sangue del drago non ha paura”, ripete invece Daenerys. Non è un caso se Daenerys è definita “il sangue del drago” e se Ned dice ad Arya che ha sangue di lupo nelle vene. Entrambe incarna infatti gli ideali delle rispettive casate.

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