Le frasi di Shane e Ilya in Heated Rivalry, stagione 1
0 12 min 2 mesi

Ilya Rozanov e Shane Hollander di Heated Rivalry sono la nuova ossessione del mondo delle serie TV: ecco una raccolta delle loro citazioni più belle, iconiche, divertenti ed emozionanti.

Le migliori frasi di Shane e Ilya in Heated Rivalry

Dal primo incontro al primo scontro (Heated Rivalry, episodio 1)

Shane: Ilya Rozanov? Shane Hollander. Volevo presentarmi. Oh, mi sa che non si può fumare qui.

Ilya: Okay.

Shane: Sei un giocatore pazzesco.

Ilya: Si.

Shane: È meglio che vada. Sai, mi staranno aspettando. Buona fortuna per domani.

Ilya: Non sarai così gentile quando vi batteremo.

Shane: Non succederà.

Ilya: Ci vediamo in finale.

◆◆◆

Shane: Hey senti, dimentichiamoci di prima.

Ilya: È questo che vuoi?

Shane: Sí, certo.

Ilya: Come bugiardo sei veramente pessimo. In che camera sei?

Shane: 1410.

Ilya: Se vengo in 1410 stasera alle 9:00?

Shane: Potrei aprire.

Ilya: Potrei bussare.

◆◆◆

Shane: Non vale la pena buttarsi.

Ilya: È finita festa?

Shane: No, mi serviva un po’ d’aria.

Ilya: Sei ubriaco?

Shane: Balle.

Ilya: Fai bene, bravo. È tua serata.

Shane: Sí beh, avremmo potuto vincere entrambi.

Ilya: E hai vinto tu.

Shane: Quindi che fai? Te ne stai qui col muso perché non hai potuto sbattermi in faccia un’altra vittoria? Non fai altro che battermi, sempre. Io vinco una sola cazzo di volta e tu non ti fai neanche vedere?

Ilya: Tu non capisci.

Shane: Capire cosa?

Ilya: Non tutto gira intorno a te, Hollander!

Shane: E allora che ti prende?

Ilya: Mi spieghi cosa cazzo vuoi?

Shane: Niente. Godermi la vista, prendere un po’ d’aria.

Ilya: Ecco tua cazzo di vista, Hollander. Tutta tua, cazzo. Tra tre giorni torno a casa.

Shane: Okay, ne sarai felice. Senti, pensavo che magari noi… Non importa, okay, vado. Allora ci si vede la prossima stagione [Ilya lo bacia]. Sei fuori? Ma che cazzo fai? Siamo entrambi in smocking e in pubblico.

Ilya: Nessuno ci vede.

Shane: Non lo puoi sapere.

Ilya: Alla prossima stagione. Hollander?

“È una cosa genetica” (episodio 2)

Ilya: Noi ora torniamo a sederci, ci guardiamo questo noioso spettacolo, poi andiamo al noiosissimo party. E poi dopo aver aspettato tutta la sera, tu verrai da me, nella mia camera. E allora può darsi che te lo succhi e forse anche qualcosa di più.

Shane: Da quando parli così bene?

Ilya: Io leggo il Newyorker.

Shane: Davvero?

Ilya: No, il Newyorker è palloso.

Shane: Mio padre lo adora.

Ilya: Ah, il tuo essere palloso è una cosa genetica.

Shane: Wow, genetica.

“Hollander… Hollander”, angst in Heated Rivalry, episodio 4

Shane: Dovrei… Dovrei… Andare. Dovrei…

Ilya: Andare?

Shane: Io non – non posso restare.

Ilya: Cè il meeting della squadra domattina. L’avevo scordato.

Ilya: Okay. Ti sei scordato di avere un meeting?

Shane: Grazie per il toast al tonno.

Ilya: Mmm.

Shane: Mi dispiace. Io non posso.

Ilya: Hollander.

Shane: È che non posso… Non posso proprio farlo.

Ilya: Hollander.

Shane: Mi dispiace.

Il monologo di Ilya in russo e le altre frasi più belle del quinto episodio

Shane: Io credo… di essere gay.

Ilya: Ah si? E cosa te lo fa pensare?

Shane: Fanculo. Tu non sei gay.

Ilya: No, non completamente.

Shane: Beh io lo sono invece. Completamente.

Iya: Okay, tu sei gay. E allora?

Shane: Non è una cosa da niente, per me almeno. Scusa se sono di nuovo noioso.

Ilya: Perché me lo stai dicendo?

Shane: A chi altro dovrei dirlo? Non è soltanto essere gay. Sei tu. È questo. Essere gay è una cosa ma scoparsi il proprio arcinemico è un’altra cosa.

Ilya: Perciò è un segreto.

Shane: Lo so, certo, ma… L’ultima volta – e te lo ripeto ancora, mi dispiace per l’ultima volta, okay? Scusa, ho dato di matto – ma prima di quello è stato bello.

Ilya: Lo è stato.

Shane: Ho sentito qualcosa tra di noi.

Ilya: Ma non possiamo, Hollander.

Shane: Vorresti, se potessimo?

Ilya: Non possiamo.

Shane: Non ti ho chiesto questo.

Ilya: Cosa cazzo dovrebbe importare?

Shane: Non penso di poter continuare a fingere che tu non mi piaccia.

Ilya: Io non ti piaccio.

Shane: Sí, te lo dico io. Anzi forse mi piaci anche troppo.

Ilya: No. Cazzo, non farmi questo, Hollander. Io non… Non potrei mai più tornare a casa. Mai. Lo capisci, vero?

Shane: Per la tua famiglia?

Ilya: Perché la Russia! Non potrei più tornare in Russia.

Shane: Che può succedere?

Ilya: Io non voglio scoprirlo.

Shane: Ma la tua famiglia?

Ilya: Mio padre è un soldato. Mio fratello è un soldato.

Shane: E tua madre?

Ilya: Morta.

Shane: Mi dispiace.

Ilya: Ero piccolo. Mio padre è molto all’antica e poi è malato.

Shane: Nel senso di pazzo?

Ilya: Sí, anche quello ma no, non è così.

Shane: Ha il cancro?

Ilya: Demenza.

Shane: È orribile. Hey, hey.

Ilya (piangendo): Scusami.

Shane: No.

◆◆◆

Shane: Ho un’idea. Che ne pensi di dirmi tutto quello che ti passa per la testa ma in russo? Non capirò niente ma magari ti aiuta.

Ilya: Okay.

[In russo] Non voglio tornare mai più qui. Odio stare qui. Mi odiano tutti. Pago per tutto. Mi assicuro che tutti abbiano i vestiti che preferiscono, mi assicuro che il cibo sia perfetto, che papà sia sepolto accanto ai suoi genitori, che la tomba sia perfetta. E l’unica maledetta parola che sento è: «Voglio di più, Ilya, ho bisogno di più, Ilya, di più, di più!» E non ho niente per queste persone. Dò loro tutto, ma mi sento fottutamente vuoto. A loro non importa. Mi guardano e vedono una banca. O un nemico. O non so nemmeno cosa. Mio fratello mi ha sempre odiato. E so perché, ma… mi uccide. E mi fa impazzire che lui si sia preso cura di mio padre e io no. Ma non potevo. Non ero qui. Ho comunque pagato tutto. E non mi perdonerà mai. Per qualsiasi cosa. Per esistente. E significa che non ho nessuno adesso. Beh, non nessuno. Ho… Svetlana. Lei mi ama. E io amo lei. Ma non come… Fanculo. Ma non come amo te. E la cosa peggiore di tutto questo è che tutto quello che voglio sei tu. Sei sempre tu. Sono così innamorata di te e non so cosa fare al riguardo.

[In inglese] Okay, ho finito.

Shane: Ti senti meglio?

Ilya: Sí, grazie.

◆◆◆

Ilya: Mi hai spaventato.

Shane: Scusa se non ti ho scritto ieri sera.

Ilya: No, no figurati.

Shane: Ero così felice all’idea di vederti che sono arrabbiato con Marleau per aver mandato all’aria i nostri piani.

Ilya: Si sente in colpa, davvero.

Shane: Sai avevo anche in mente di chiederti una cosa.

Ilya: Forse è meglio se adesso ti riposi un po’.

Shane: Ti avrei chiesto…

Ilya: Hollander.

Shane: In estate vuoi venire al mio cottage? Non tornare in Russia. Vieni con me al cottage. Ci divertiremo un sacco. È un posto isolato. Non lo saprà nessuno.

Ilya: Non lo possiamo fare.

Shane: Potremmo restare una settimana oppure due. Saremmo completamente soli. Insieme.

Ilya: Vedremo, vedremo.

◆◆◆

Telecronista: Però, non è una scena che si vede tutti i giorni. È una grande serata per l’hockey. E sentite il pubblico! Siamo tutti in visibilio. Siamo felici per Scott Hunter.

Shane (al telefono): Ma che cosa?

Ilya (al telefono): Vengo da te al cottage.

Я тебя люблю, il “Ti amo”, lo stupido uccello lupo canadese e tutte le citazioni più iconiche dal finale di Heated Rivalry

Ilya: Dimmi di loro.

Shane: Cosa vuoi sapere?

Ilya: Non lo so. Non so niente. So che tua madre è giapponese o roba simile. Viene da lì questo faccino?

Shane: Almeno metà sì.

Ilya: E tuo padre è… noioso? Per questo lo sei anche tu?

Shane: Non è noioso.

Ilya: È divertente? Anche se legge il Newyorker?

Shane: È normale, okay? Lavora per il Treasury Board del Canada.

Ilya: Roba forte.

Shane: Fanculo. Giocava alla McGill!

Ilya: Wow! McGill? Che cazzo è la McGill? È una città o cosa?

Shane: È una scuola buonissima.

◆◆◆

Ilya: Ma che cazzo è stato?

Shane: Una strolaga.

Ilya: Una che?

Shane: Una strolaga, è un volatile.

Ilya: Sembrava un cazzo di lupo.

Shane: È un uccello, credimi. Sei terrorizzato.

Ilya: Ma quale uccello fa un verso così?

Shane: La strolaga. A te sembrava un lupo?

Ilya: Stupido uccello lupo canadese.

◆◆◆

Shane: Peccato per la tua famiglia. Anche se fanno schifo ti mancheranno.

Ilya: Mia madre non faceva schifo. Era buona.

Shane: Com’è morta?

Ilya: Un incidente. Ha accidentalmente ingoiato un flacone di pillole.

Shane: Quanti anni avevi?

Ilya: Dodici. L’ho trovata io. Non devi pensare che fosse una debole.

Shane: Tranquillo.

Ilya: Non lo era. Era una donna divertente e bellissima. Ma era tanto triste e mio padre era un tipo duro.

◆◆◆

Ilya: Ho questo problema.

Shane: Che problema?

Ilya: Che mi piacciono le donne.

Shane: Sí, lo so.

Ilya: E ovunque vada sono circondato da donne bellissime che mi adorano.

Shane: Sarà dura.

Ilya: Sí, lo è. Ascolta, queste donne sono molto sexy e divertenti, ma io purtroppo penso sempre a un maledetto giocatore di hockey con le lentiggini… E il rovescio debole.

Shane: Il rovescio debole?

Ilya: Sí, debolissimo. È super noioso e guida un’auto orribile.

Shane: È un’auto normale.

Ilya: E vorrei che quelle donne siano lui. È un bel problema.

Shane: Vuoi che quel problema se ne vada?

Ilya: No, io non voglio che quel problema se ne vada mai.

Shane: Non sposare Svetlana. Non farlo. So che non lo faresti per amore, ma non farlo. Troviamo un’altra soluzione, okay?

Ilya: Okay.

◆◆◆

Ilya: Io ti amo

Shane: Porca troia

Ilya: Insomma…

Shane: Ti amo anch’io.

Ilya: Fanculo.

Shane: O mio Dio, ti amo da morire. Senti, anche a te questa cosa fa malissimo?

Ilya: Non più ormai.

◆◆◆

Shane: Come si chiamava tua mamma?

Ilya: Irina. Perché?

Shane: Noi potremmo aprire una scuola di hockey. Un campo estivo per bambini e donare alle organizzazioni per la salute mentale e prevenzione al suicidio. È solo un’idea.

Ilya: Lei ti avrebbe amato. Come io ti amo.

Shane: Ridillo in russo, per favore.

Ilya: Я тебя люблю.

◆◆◆

Ilya: Shane? Shane?

Shane: Sto bene, ma sono in ansia. Tra un attimo mi riprendo.

Ilya: Hey, hey. Sta tranquillo. La tua famiglia è qui, il tuo ragazzo è qui. Sei al sicuro, okay?

Shane: Il mio ragazzo?

Ilya: Possiamo dire di sì. È così probabilmente.

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