La storia di Bugonia, remake del film originale coreano Jigureul jikyeora! di Jang Joon-hwan, ruota attorno al rapimento di Michelle Fuller (Emma Stone), CEO di una nota azienda farmaceutica, da parte dei cugini Teddy e Don (Jesse Plemons e Aidan Delbis).
I due uomini, Teddy in particolare, credono che Michelle sia un’aliena e la sottopongono a una serie di torture nel tentativo di farle ammettere la verità sulla propria identità.
Nonostante lo neghi per tutto il film, il grande colpo di scena finale di Bugonia è la rivelazione che Michelle Fuller è veramente un’aliena e per la precisione una Andromedana. Si tratta di un’antica specie che, secondo Teddy, ha a lungo osservato gli esseri umani, mescolandosi tra loro e usandoli per i loro loschi esperimenti.
Nei primi due atti della pellicola gli sforzi di Teddy e Don vengono presentati in maniera quasi derisoria, ma al tempo stesso pericolosa. Michelle nega ripetutamente l’accusa, ammettendola momentaneamente solo nel tentativo di placare Teddy, sempre più instabile e violento.
I tentativi di una spaventata Michelle di ingannare Teddy e conquistare la fiducia di Don vengono in principio considerati un disperato tentativo della donna di sopravvivere alla prigionia, ma tutto cambia nel finale.
Michelle Fuller è veramente un’aliena nel finale di Bugonia
Tutto ciò che Teddy Gatz credeva reale, nel finale di Bugonia viene confermato. Lo studio sugli alieni condotto meticolosamente dal personaggio di Plemons finisce per essere non il vagheggiare di un pazzo, ma la pura verità. Michelle comunica con i suoi simili attraverso la sua folta chioma rossa, esiste veramente un collegamento con la nave madre ed è possibile raggiungerla durante l’eclissi lunare. E, sì, la madre di Teddy (Alicia Silverstone) è sul serio stata avvelenata dalla Auxolith, la compagnia farmaceutica di cui Fuller è a capo. Michelle si trova infatti sulla Terra per sviluppare un farmaco in grado di sopprimere la natura più oscura dell’umanità.
C’è solo un piccolo dettaglio che Teddy non è riuscito a identificare correttamente: Michelle non è un’Andromedana qualunque e non è neppure una consanguinea dell’imperatore. È lei l’imperatrice degli Andromedani.
Così, quando Teddy la convince a condurlo al cospetto dell’imperatore per ottenere un’udienza, lei lo guida all’interno del suo ufficio. Gli dice di infilarsi dentro un armadio per poter raggiungere la nave madre una volta che lei avrà inviato un codice attraverso una vecchia calcolatrice degli anni Duemila, qualcosa che non dia troppo nell’occhio e che nasconda la sua identità Andromedana.
Quando però Teddy entra nell’armadio in attesa del teletrasporto, l’esplosivo fatto in casa che si era legato attorno alla vita lo fa saltare in aria e il personaggio di Plemons non riesce a raggiungere le stelle.
Michelle è immediatamente soccorsa, ma pochi minuti prima dell’eclissi lascia l’ambulanza che la sta portando in ospedale e ritorna nel suo ufficio alla Auxolith, si rifugia nell’armadio e viene teletrasportata sulla nave madre, dove i suoi sudditi la attendono.
Dalla nave spaziale, l’imperatrice osserva la Terra ed emette infine il suo giudizio sul pianeta. Forse in parte a causa di ciò che ha subito da Teddy, forse per via della rabbia provata dopo aver scoperto che l’umano aveva uccido ben due Andromedani prima di lei, o davvero solo perché l’esperimento si è concluso con un fallimento, Michelle pone fine alla razza umana sulla Terra. Tutto si ferma, gli esseri umani si estinguono, proprio come le api di cui la donna parla a cena con Teddy e Don.
Bugonia, il significato del finale e le sue ambiguità
Il finale di Bugonia è più di un semplice capovolgimento narrativo in cui il folle che crede nelle teorie del complotto (e ne elabora in prima persona) si scopre essere l’unico davvero in grado di vedere le cose come stanno.
Le immagini conclusive, quelle di un mondo pacifico popolato da corpi morti, lascia al pubblico una serie di domande a cui rispondere: l’umanità può essere salvata e, soprattutto, ne vale la pena?
La tematica è la spina dorsale di Bugonia. L’umanità che vediamo sullo schermo è della peggior specie, a partire dal protagonista verso cui qualcuno potrebbe infine persino provare empatia. Ed è proprio qui che sta l’ambiguità della pellicola. La storia di Teddy è tragica fin dall’infanzia. Vittima di abusi da parte dell’agente Casey, il ragazzo è costretto a vedere sua madre deteriorarsi a causa delle cure sperimentali dell’Auxolith che, anziché curare la donna, finiscono per indurla in un coma dal quale non si sveglierà mai. Ma ciò basta a far di lui una persona che vale la pena salvare? Teddy non è solo vittima, è anche un carnefice. La sua ossessione nei confronti della Auxolith e di Michelle Fuller lo conduce in un vortice di follia nel quale trascina il cugino neurodivergente Don. Lo obbliga alla castrazione chimica con l’inganno, il che lo spinge infine al suicidio.
E nonostante la stessa Michelle sia un’impostora, leader della compagnia che ha pagato a Teddy un indennizzo appena sufficiente a mantenere la casa, ma non a lasciare il lavoro nel reparto di imballaggio della stessa Auxolith, le violenze che subisce non possono essere giustificate.
E infatti la pellicola non lo fa mai.
Il fatto che Michelle sia un’aliena giustifica retroattivamente alcune delle indagini di Teddy, ma non le sue azioni. Al contrario, mette in risalto il punto di vista di Michelle sui difetti dell’umanità e rafforza ulteriormente la sua separazione, in quanto donna estremamente ricca, dalle api operaie che mantengono a galla la sua azienda e la società.
Al di là delle sue origini extraterrestri, infatti, Michelle proviene da un mondo distante anni luce da quello di Teddy. Ed è in questa distanza che si trova la critica sociale del film. La rabbia che Teddy prova nei confronti di Michelle non nasce solo da un desiderio di vendetta personale, ma anche dal risentimento derivato dai crimini che la Auxolith ha commesso contro chi appartiene alla sua classe sociale.
Perché Michelle distrugge l’umanità nel finale di Bugonia
Nonostante sia una figura di alto profilo sulla Terra, Michelle uccide istantaneamente ogni persona sul pianeta, risparmiando tuttavia altre forme di vita animale.
Le motivazioni di Michelle affondano le radici non tanto nelle sue interazioni con Teddy, quanto più negli incontri passati tra terrestri e Andromedani. Michelle spiega che i vari interventi alieni sul pianeta, fin dal tempo della civiltà di Atlantide, hanno corrotto il genoma umano. L’umanità si è evoluta ed è divenuta sempre più violenta.
Nonostante gli sforzi degli alieni per trovare una cura in grado di sopprimere questi elementi, l’umanità è ancora brutale. Teddy sembra essere stata la prova definitiva, per Michelle, che per gli esseri umani non c’è speranza. E ciononostante, la scelta sembra turbare Michelle, che distrugge l’intera popolazione in lacrime.
Per non perderti nessuno dei prossimi articoli, visita i nostri link su Linktree.
LEGGI ANCHE
Povere creature! ha il girl power: la spiegazione del film di Yorgos Lanthimos
One thought on “Bugonia, la spiegazione del finale del film con Emma Stone”