Badtaste chiuso: perché?
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La notizia della chiusura di Badtaste è arrivata come un fulmine a ciel sereno. La piattaforma ventennale, pietra miliare della critica cinematografica online, ha interrotto le pubblicazioni giovedì 21 novembre 2024.

A comunicarlo è stato il proprietario Andrea Francesco Berni con un lungo post di commiato in cui ha raccontato cos’è stata la realtà editoriale di Badaste negli ultimi vent’anni, dagli inizi con “un gruppo di appassionati conosciutisi su un forum dedicato al Signore degli Anelli“, fino ai grandi traguardi come le interviste a personalità imponenti come quella di Peter Jackson e di Luca Guadagnino, e le partecipazioni al San Diego Comic-Con, alla Star Wars Celebration e al Festival di Cannes.

Notizie del genere fanno sempre un certo effetto, è successo con Italiansubs col proliferarsi delle piatatforme streaming, con il sito di Fox Italia a seguito dell’acquisizione del canale da parte di Disney, con Nospoiler, che ha subito un totale rebranding con la fusione con Tom’s Hardware.

Con le sue recensioni dettagliate e ricche di minuzie e gli articoli di approfondimento sempre puntuali, Badtaste mancherà.

Come leggiamo nel comunicato stampa, gli anni successivi alla pandemia hanno messo a dura prova tutta l’industra cinematografica, non solo i veri e propri film, ma anche le piccole e grandi realtà online che si occupavano di analizzare la settima arte.

 

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Oltre al dispiacere incommensurabile, la chiusura di Badtaste ci fa anche riflettere su un aspetto di fondamentale importanza per chi lavora in questo settore: la sua precarietà. Se già sappiamo bene che l’editoria è in crisi da tempo, pensiamo a quanto diventi ancora più difficile emergere, essere competitivi e restare sulla cresta dell’onda in un ambiente ancora più specifico che è quello dell’editoria dedicata alla nicchia del Cinema.

Quella delle piattaforme online non è mai stata una strada semplice, ma che risposte possiamo darci riguardo alle sfide sempre più difficili che sta affrontando ora? Ce ne sono venute in mente un paio.

Perché Badtaste chiude?

Il Cinema e le serie TV non piacciono più

Per molto tempo Cinema, serie TV e animazione sono stati considerati solo “roba da nerd”. Appassionarci a Sailor Moon, a Buffy l’ammazzavampiri o a Star Wars ci rendeva praticamente degli alieni agli occhi dei più.

Poi è successo qualcosa di strano, qualcosa di nuovo: è arrivato Lost, successivamente Il Trono di Spade e tutta una serie di titoli di grande successo, così la cultura nerd è diventata popolare come non mai. Noi appassionati eravamo diventati delle specie di guru di piccolo e grande schermo, mentre l’alieno era chi ne restava all’oscuro, chi non conosceva Aria, Emily, Hanna e Spencer, chi non partecipava alle ship war tra Delena e Stelena, chi non si cimentava nella pronuncia delle frasi di Daenerys Targaryen in Alto Valyriano.
Le piattaforme come Netflix, Prime e Disney+ hanno contribuito a rendere il fenomeno ancora più grande e Cinema e serie sono diventati improvvisamente virali.

Tuttavia, il risvolto della medaglia per il sovraccarico di contenuti da fruire è che, forse, in qualità di spettatori ci siamo stancati. Abbiamo visto talmente tanti episodi, seguito così tante saghe e franchise infiniti che, a un certo punto, ne abbiamo avuto abbastanza e, dopo un boom durato più di dieci anni, il nostro interesse è andato scemando perfino nei confronti dei titoli più popolari (i flop recenti del Marvel Cinematic Universe ne sono un esempio), soprattutto se a ciò aggiungiamo anche le cancellazioni sempre più frequenti di opere potenzialmente interessanti e il continuo riproporsi degli stessi titoli in remake, reboot, sequel e spin-off che mancano di originalità e creatività.

Meno interesse per Cinema e TV significa anche meno voglia di saziare la propria curiosità con aneddoti relativi ai titoli che vediamo, meno ricerche online, meno visite sui portali dedicati e di conseguenza una monetizzazione di gran lunga inferiore in proporzione non solo al passato, ma a tutto il lavoro che sta dietro alla creazione di contenuti.

Badtaste chiude ma è colpa di TikTok?

Se qualche tiktoker dovesse mai passare di qui, vi avvertiamo, il titolo è volutamente provocatorio.
La chiusura di Bastaste non è davvero colpa di TikTok, ma potrebbe essere una conseguenza del modo in cui ci approcciamo ai contenuti sui social.

TikTok e Instagram sono i più popolari e in voga per i creator, che condividono video e reel brevissimi non perché abbiano poco da dire ma perché è questo il formato più richiesto da chi queste piattaforme le vive da fruitore. Vogliamo tutto e subito, senza fronzoli e senza eccessivi sforzi di concentrazione.

Se la soglia dell’attenzione si è abbassata anche per video superiori a 10 minuti, con le vecchie video recensioni di YouTube molto meno apprezzate oggi, figurarsi per un testo scritto, che richiede una partecipazione ancora maggiore per chi legge. È chiaro che per chi ha fatto dell’editoria online il proprio lavoro, questo diventa una bella gatta da pelare.

Ma le mode passano, fanno lunghissimi giri e poi ritornano, e chissà che non succederà anche agli approfondimenti testuali. Noi ce lo auguriamo, per Bastaste e per tutte le piccole e grandi piattaforme che si occupano di Cinema.

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