0 5 min 2 anni

The Bear ha fatto incetta di premi agli Emmy Awards 2024 per il secondo anno di fila (ne ha vinti 11 su un totale di 23 nomination). Premi indubbiamente meritatissimi che però fanno discutere a causa della categoria in cui la serie viene presentata, quella delle serie commedia.

The Bear vince nella sezione Comedy, ma è veramente una commedia?

Il pubblico dei social sembra essere unanime: The Bear non è un commedia.

È una serie dalle atmosfere tese, che tratta temi come il suicidio e la depressione, uno show che ci riempie di ansie, ci fa vivere i drammi dei protagonisti, ma che non fa ridere.

Gli attori Dan ed Eugene Levy hanno scherzato sulla controversa collocazione di categoria dello show durante il loro monologo di apertura: “Alcuni di voi si aspetteranno una battuta sul fatto che The Bear sia davvero una commedia, ma nel vero spirito di The Bear, non faremo alcuna battuta”.

Persino alcuni giornalisti sul red carpet hanno chiesto agli attori Ayo Edebiri (Sydney) e Ebon Moss-Bachrach (Richie) di commentare la collocazione della serie nella categoria commedia, con Edebiri che ritiene che sia qualcosa di cui discutere.

Diciamocelo, di fronte a The Bear siamo tutti come Sandy Cohen: la amiamo, ma non fa ridere.

Eppure, da una certa angolazione, The Bear ha dei requisiti che la rendono adatta a gareggiare in questa categoria… o almeno li aveva in precedenza.

The Bear: perché è una Comedy secondo gli Emmy Awards

Secondo le regole che disciplinano la cerimonia degli Emmy, una prima distinzione è data dal contenuto delle serie TV: se è “principalmente comico”, allora si tratta di una commedia, se è “principalmente drammatico” allora è una dramma.

Una seconda regola è legata al minutaggio degli episodi. Nella prima stagione, gli episodi di The Bear rientravano nello standard: avevano una durata di mezz’ora circa. Le serie con episodi più lunghi, dai quaranta minuti in su, sono considerate drammatiche.

L’Academy afferma di riservarsi il diritto di rivedere e modificare la collocazione delle categorie e infatti in passato è già accaduto. Orange Is the New Black, per esempio, è stata nominata come serie comica nel 2014, ma è passata alle categorie drammatiche nel 2015. Il passaggio è stato causato da un cambiamento delle regole entrato in vigore quell’anno, che ha costretto le serie con episodi di un’ora a concorrere come serie drammatiche, a meno che non avessero fatto apposita richiesta. Lo show ha presentato un appello per concorrere tra le commedie, ma è stato respinto. Quell’anno, diverse serie con episodi di un’ora (Glee, Shameless e Jane the Virgin) hanno fatto richiesta per essere spostate nella categoria delle serie commedia.

La categoria mancante: la dramedy

Sono tantissimi gli show che rientrano nella categoria dramedy, un mix perfetto di commedia e dramma. Serie come le già citate Glee e Shameless sono dramedy a tutti gli effetti: fanno ridere, ma raccontano anche eventi tristi, a volte in maniera ironica o volutamente sopra le righe.

Pensiamo poi a Fleabag, che affronta temi delicati come il suicidio, ma lo fa con quello humour che rende la serie di Phoebe Waller-Bridge estremamente divertente. Nel 2019, Fleabag ha vinto l’Emmy per la miglior serie comica.

Manca allora una categoria mediana, una in cui forse potrebbe rientrare proprio The Bear, quella della dramedy.

The Bear ha ora in comune con le serie comedy solo la durata degli episodi (con alcuni che però fanno eccezione – “Pesci”, per esempio, dura 66 minuti) e il ritmo serrato, mentre si avvicina per tematiche e tono più a quelle drammatiche.

Quest’anno, se l’è vista con Abbott Elementary, Curb Your Enthusiasm, Hacks (vincitrice di categoria), Only Murders in the Building, Palm Royale, Reservation Dogs e What We Do in the Shadows.

Ora, è chiaro che quando parliamo di comedy, ci riferiamo a un’area molto vasta e fluida. Ne fanno parte mockumentary, sitcom e commedie propriamente dette. Quando diciamo commedia, non parliamo solo di risate, ma di un certo registro stilistico. Eppure, non possiamo fare a meno di pensare che The Bear stoni in questa categoria e meriti di far parte a pieno titolo delle dramedy. Una soluzione simile non solo permetterebbe di mettere a tacere la controversia, ma offrirebbe a serie purtroppo snobbate, ma sempre meritevoli, l’occasione che non avranno mai finché The Bear sarà un contendente.

Per non perderti nessuno dei prossimi articoli, visita i nostri link su Linktree.

LEGGI ANCHE

The Bear 2 ci offre la migliore ora di televisione del 2023, la recensione

The Bear 3 è la serie sulla cucina che non parla di cucina, la recensione

Yes, Chef e il gergo culinario di The Bear spiegato

- / 5
Grazie per aver votato!
Pubblicità

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *