La terza stagione di Helluva Boss parte quasi immediatamente dopo il finale della seconda, con Stolas ora parte ingrante della I.M.P. (Immediate Murder Professionals), l’agenzia di assassini professionisti capitanata dal demone Blitzø, e quest’ultimo alla ricerca della chiave di lettura per comprendere i propri sentimenti e imparare a esprimerli ad alta voce.
Parte della seconda stagione di Helluva Boss ruotava attorno all’antica domanda “will they/won’t they?” traducibile con “staranno insieme o no?”. È un metodo narrativo tipico di alcuni slowburn, quelle coppie che impiegano davvero tanto a confessare i reciproci sentimenti, complici fraintendimenti e fattori esterni che continuano a fare da ostacolo.
La relazione tra Stolas e Blitzø, fatta di parole non dette e altre rimangiate all’ultimo minuto, rientra in piena regola in questo cliché narrativo.
La seconda stagione, col suo finale, sembrava aprire la strada a una relazione più sana, che avrebbe dovuto, almeno in teoria, smascherare le bugie che Blitzø racconta a se stesso e a Stolas, e portare i nostri protagonisti a vivere un’ideale e bellissima storia d’amore.
Ma ve lo immaginate? Sicuramente qualcuno sì. Qualcuno temeva, e teme tuttora, che il continuo tira e molla tra Blitzø e Stolas avrebbe rovinato la serie. Anzi, c’è chi sostiene sia Stolas, in particolare, la causa dell’inevitabile declino di Helluva Boss 3.
Privato del suo status e dei suoi poteri, il gufetto Principe dell’Ars Goetia lavora nell’impresa di Blitzø, prende le telefonate e ascolta le richieste dei clienti. Soprattutto, però, è molto giù di morale. La sua depressione, che già comprometteva la relazione con la figlia Octavia, è ora un ulteriore freno al naturale evolversi di quella con Blitzø.
L’arco di Blitzø dalla seconda stagione in avanti ruota attorno all’accettare di essere innamorato di Stolas e al desiderare una vera relazione con lui, al di là dei segreti rendez-vous che li vedevano coinvolti nelle prime puntate dello show.
Stolas, d’altro canto, è caduto in un vortice di autocommiserazione, finendo per convincersi di aver commesso un grosso errore sfidando Satana e prendendo il posto di Blitzø sul patibolo. La sua decisione, pur dettata dall’amore, lo ha definitivamente allontanato dalla figlia, unica gioia nata dal matrimonio senza amore con Stella, il che ha convinto la ragazza che suo padre non le abbia mai davvero voluto bene.
A ben vedere, nella stagione 3 di Helluva Boss, ci troviamo di fronte a un interessante capovolgimento, con Stolas sempre più distante e Blitzø alla ricerca di attenzioni.
L’episodio 3 della nuova stagione di Helluva Boss si focalizza in modo particolare sulla fragilità di Stolas, convinto che punirsi attraverso pratiche sessuali e partner violenti sia il solo modo per espiare le proprie colpe.
Com’era prevedibile, la svolta presa dalla narrazione è considerata controversa: come può Stolas essere così insensibile nei confronti di qualcuno che lo ama?
Eppure le cose non stanno esattamente così, non solo perché la loro intera relazione è nata da un inganno, ma anche perché senza questo genere di conflitti (interiori e non), le storie semplicemente non esistono.
Stolas è la rovina di Helluva Boss 3… ma Dirty Bird racconta un’altra storia
Dietro suggerimento di Looney, Stolas utilizza una app di incontri così da smettere di rimuginare sul proprio senso di colpa. Nel finale del terzo episodio, quando Blitzø fa ritorno a casa, Stolas si sta preparando per uno di questi appuntamenti, un uomo bussa alla porta e Stolas va via con lui, ricordando a Blitzø che è stato proprio lui a suggerirgli di rilassarsi.
Questo momento, cruciale per i prossimi sviluppi della trama, è considerato problematico in particolare perché crea un ulteriore ostacolo al lieto fine della coppia queer della serie.
Insomma, molti fan temono di essere di fronte al classico show che punisce i personaggi gay.
Così molti fan di Stolas si sono sentiti traditi dal cambiamento repentino del personaggio, mentre i suoi detrattori rinvigoriti, sempre più convinti che il suo fingersi vittima ed essere in realtà carmefice siano causa di infelicità per Blitzø.
Sembra però che manchi un tassello fondamentale in questa conversazione, uno ben espresso attraverso la canzone “Dirty Bird”.
Inginocchiati e poi supplica
Che troietta sei, vieni qua
C’è la terapia, sai quanto la vuoi
Perditi, riempiti finché puoi
Traditore
Non conta chi ferirai
Tu fai quello che vuoi
Ora urla, dai
Bendato è tutto chiaro
Puniscimi, lo merito
Puoi rendermi tuo schiavo
Tanto sono un gufo lurido
Lurido
Lurido
Lurido
Oh, sì!
Soffrirò e pagherò
Per tutte le colpe e l’amore che ho perso
Puoi imprigionarmi e torturarmi
Tanto so che non potrò perdonarmi
Fai schifo
Hai perso tutto oramai
Tutti sanno chi sei
Ora urla, dai
Bendato è tutto chiaro
Puniscimi, lo merito
Puoi rendermi tuo schiavo
Tanto sono un gufo lurido
Lurido
Lurido
Lurido
Inginocchiati e poi supplica
Che troietta sei, vieni
La canzone, interpretata da Stolas nel terzo episodio di Helluva Boss 3, rende ancor più esplicito quanto già sapevamo: Stolas crede di meritare di essere punito e addirittura dice che non sarà mai in grado di perdonare se stesso. Sta attraversando una severa fase depressiva e neppure le sue “pillole della felicità” riescono ad aiutarlo. Ha perso tutto ciò che aveva (il suo status, il suo potere, il regno, la figlia) e, dopo aver trascorso la vita solo, senza essere amato, costretto a seguire un percorso scelto per lui e mai da lui, ora vede del BDSM estremo un mezzo attraverso cui legittimare l’odio verso se stesso e la sua terribilmente bassa autostima.
E allora, sta davvero rovinando Helluva Boss o forse siamo noi a non avere gli strumenti adatti per decodificare il dolore di Stolas?