House of The Dragon è tornato con la sua terza stagione ritrasportandoci tutti in quel di Westeros, nel bel mezzo della guerra intestina di casa Targaryen. La premiere di stagione, “Salt and Sea, Fire and Blood”, ci ricorda immediatamente che nessuno è al sicuro, neppure il principe Jacaerys Velaryon.
Tra tutti i personaggi di House of the Dragon, pochi hanno vissuto con un peso sulle spalle paragonabile a quello di Jacaerys “Jace” Velaryon. Figlio primogenito di Rhaenyra Targaryen, legittima erede al Trono di Spade, e ufficialmente di Laenor Velaryon, Jace avrebbe dovuto godere di una posizione privilegiata. Eppure, fin dalla nascita, la sua legittimità è stata messa in discussione.
I suoi tratti fisici, lontani da quelli tipici dei Velaryon e dei Targaryen, hanno alimentato per anni le voci sulla sua vera origine. A corte, quasi tutti sembravano conoscere la verità: Jace non era realmente figlio di Laenor, ma frutto della relazione tra Rhaenyra e Harwin Strong. Questa macchia ha accompagnato il giovane principe per tutta la vita, facendo sì che venisse considerato un bastardo dalla fazione dei Verdi e usato come strumento per indebolire la posizione di Rhaenyra nella sua legittima pretesa al trono.
Chi è Jacaerys Velaryon e perché partecipa alla Battaglia del Condotto
Inevitabilmente, questa condizione plasma profondamente il carattere di Jace che, consapevole delle dicerie e delle implicazioni politiche della sua nascita, non smette mai di cercare conferme del proprio valore. Essere un cavaliere dei draghi sembra non bastare e così il ragazzo vuole dimostrare costantemente che le sue imprese non sono frutto di privilegi immeritati.
La sua ambizione non nasce quindi tanto dal desiderio di successione, ma dalla necessità di difendere la propria identità, la propria famiglia e il diritto di sua madre al trono. Nel corso della serie, Jace si è distinhue fin da principio per intelligenza, capacità strategica e senso del dovere. Tuttavia, il bisogno costante di conferme, diventa causa della sua rovina.
La Battaglia del Condotto in House of the Dragon
Nel primo episodio della terza stagione di House of the Dragon, Jace decide di partecipare alla devastante Battaglia del Condotto in sella al suo drago Vermax. Anche Rhaenyra vorrebbe unirsi allo scontro a bordo di Syrax, ma il figlio, convinto di poter gestire la situazione e desideroso di proteggerla, prende una decisione drastica impedendo alla madre di intervenire.
La scelta, pur comprensibilmente motivata dall’affetto, si rivela fatale e mostra uno degli aspetti negativi del suo carattere: l’eccessiva fiducia nelle proprie capacità.
Cosa succede nella Battaglia del Condotto
Durante la battaglia, Jace e Baela riescono inizialmente a infliggere danni significativi alla flotta della Triarchia. La situazione precipita con l’arrivo di Rhaena sul gigantesco drago Ladro di Pecore, una creatura indomabile che la giovane non riesce a gestire.
Le manovre incontrollate di Ladro di Pecore costringono Jace e Vermax a deviare dalla loro traiettoria, esponendoli agli attacchi nemici. Vermax viene colpito e precipita in mare, ma Jace riesce a sopravvivere all’impatto e a riemergere dall’acqua. Nella sequenza finale, però, diventa un bersaglio facile per gli arcieri della Triarchia, che lo colpiscono con una serie di frecce e lo uccidono.
Le conseguenze per Rhaenyra e la successione al Trono di Spade
La morte di Jace rappresenta un colpo devastante per Rhaenyra non solo sul piano personale, ma anche su quello politico. Con la scomparsa del suo primogenito, infatti, la linea di successione dei Neri si indebolisce sensibilmente.
Come muore Jacaerys Velaryon in Fuoco e Sangue, le differenze tra libro e serie TV
In Fuoco e Sangue di George R.R. Martin, la morte di Jace avviene all’incirca alla stessa maniera durante la Battaglia del Condotto. Vermax viene abbattuto e il giovane principe è trafitto da una moltitudine di frecce.
È da notare, però, che il corpo di Jace non scompare sott’acqua come accade nel libro, in cui leggiamo che i suoi resti non vengono mai ritrovati.
La differenza sostanziale tra libro e serie TV è tuttavia un’altra, perché lo show cambia i protagonisti sulla scacchiera: nella versione letteraria, infatti, Rhaena non cavalca Ladro di Pecore e Baela non prende affatto parte allo scontro. Al posto di Rhaena troviamo invece Nettles, una delle figure più enigmatiche tra i Semi di Drago, legata proprio a Ladro di Pecore.
La sostituzione costituisce un cambiamento significativo in quanto sposta il peso della tragedia all’interno della famiglia Targaryen. L’evento comporta un’ulteriore spaccatura nella dinastia. Non ci sono più solo Neri contro Verdi, perché ora un’alleata di Rhaenyra è, almeno in parte, responsabile della morte di Jace.
La dinamicità corale della battaglia così come descritta da Martin assume contorni leggermente più intimi e perde, in un certo senso, la struttura da compendio storico presente in Fuoco e Sangue.
Si tratta, a ben vedere, di una decisione che non sorprende e si sposa con la visione dello sceneggiatore dello show. Gli eventi del primo volume della storia di casa Targaryen vengono così pensati come tasselli di un (melo)dramma familiare, l’impostazione da compendio storico di Martin viene abbandonata e la messa in scena della morte di Jace, involontariamente causata com’è da Rhaena, appare come la diretta conseguenza del progetto di Condal.
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