Maisie “Arya” Williams è la protagonista di Two Weeks to Live, la nuova serie televisiva britannica a metà tra Killing Eve e The End of the F***ing World.
La giovane attrice protagonista di Game of Thrones è Kim, una ragazza di ventun anni apparentemente ordinaria, ma che ha vissuto gran parte della sua vita nascosta agli occhi del mondo.
Dopo essersi finalmente liberata dalla prigionia a cui l’aveva destinata la madre Tina (Sian Clifford), Kim decide di portare a compimento il suo piano di vendetta: uccidere l’uomo che aveva tolto la vita a suo padre.
Inutile dire che, almeno inizialmente, l’impatto col mondo per la giovane ragazza è tutt’altro che semplice: Kim non conosce le regole del mondo esterno, guida un fuoristrada senza aver mai preso la patente, indossa tacchi alti e abiti succinti senza grazia né portamento, ma soprattutto, nonostante l’aspetto minuto e lo sguardo ingenuo, sa maneggiare armi di ogni sorta con padronanza e decisione.
Nel suo viaggio alla ricerca dell’assassino del padre, Kim fa la conoscenza di Nicky e Jay (interpretati rispettivamente da Mawaan Rizwan e Taheen Modak), che diventano i suoi compagni d’avventura nella rocambolesca caccia all’uomo.
La premessa della serie viene risolta nel giro di pochi e spassosi episodi. Dal momento in cui fa la sua comparsa la madre di Kim, la serie cambia pelle, abbandonando le atmosfere à la Killing Eve, in cui sparatorie a suon di ironia la facevano da padrone, e trasformandosi in un dramma familiare. Continuano gli inseguimenti e le sequenze d’azione adrenaliniche, ma è il rapporto tra madre e figlia a diventare l’elemento fondamentale nella narrazione.
Malgrado, anche in questo caso, l’argomento sia trattato con una leggerezza tipica degli show britannici, non mancano momenti in cui lo spettatore si trova a riflettere sulla problematicità del legame tra Kim e Tina. Non è un caso che, nel finale, Kim non riesca a perdonare la madre e che si allontani da lei per intraprendente un viaggio alla scoperta del mondo appena conosciuto.
L’episodio conclusivo mette un punto alle vicende raccontate durante la prima stagione, ma, grazie a un misterioso cavillo appena accennato nelle ultime battute della puntata, rimane aperta la possibilità di una seconda stagione, in cui sarebbe interessante focalizzarsi sull’evoluzione di Kim, sia perché il personaggio ha ancora molto da dire, sia per l’interpretazione della Williams che, proprio come Jodie Comer nel già citato Killing Eve, porta in scena una performance solida e potente, fatta di un continuo alternarsi di momenti comici, drammatici e sopra le righe.