Bear e Nikki in una scena di Obsession, al centro del dibattito sul vero villain del film
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Chi è il vero cattivo di Obsession? È una domanda che, dopo l’uscita del film di Curry Barker, ha scatenato numerosi dibattiti online. È Bear? È Freaky Nikki? O è il desiderio stesso?

Prima di stabilire a chi attribuire la colpa di tutto ciò che va storto all’interno del film, tuttavia, vale la pena porsi un’altra domanda e chiedersi innanzitutto perché questa discussione esista. Com’è possibile che una storia così lineare nel tratteggiare i propri personaggi abbia generato interpretazioni tanto differenti? Eppure, a conti fatti, basta seguire con attenzione gli eventi del film per rendersi conto che l’unico vero cattivo a cui imputare tutto il male perpetrato e subito è solo uno: Bear.

Intervistato da The Hollywood Reporter, anche il suo interprete, Michael Johnston, ha dato una lettura piuttosto indulgente sul comportamento di Bear. Quando gli è stato chiesto se fosse il villain di Obsession, l’attore ha descritto il personaggio come moralmente grigio, a metà tra il bene e il male.

THR: C’è un forte dibattito sul fatto che lui sia il vero cattivo di questo film. Pensi che Bear sia una vittima del desiderio maledetto, oppure credi che il suo sogno di stare con Nikki e il bisogno di controllo lo rendano il vero villain fin dall’inizio?

MJ: Non ho mai pensato a Bear come a un cattivo, ma ciò che mi ha davvero intrigato di questa storia è proprio la sua ambiguità morale. Adoro il fatto che non sia tutto bianco o nero. Mi piace che non dica allo spettatore come dovrebbe sentirsi. È davvero una questione aperta all’interpretazione, perché la verità è che Bear ha luci e ombre dentro di sé, proprio come tutti noi.

Penso che, per molti aspetti, tenda maggiormente verso il lato oscuro. Però era davvero importante fare in modo che il pubblico, almeno in parte, continuasse a fare il tifo per lui. Così, quando l’ho interpretato, ho cercato di concentrarmi completamente su ciò che desiderava più di ogni altra cosa, evitando di giudicare le sue decisioni.

Direi che all’inizio è sicuramente il protagonista, ma sono anche d’accordo con chi vede in lui una trasformazione che vira verso il ruolo dell’antagonista. Ed è molto interessante. Che sia completamente l’antagonista, però? Non credo. Il punto fondamentale è che lui non sapeva che il desiderio avrebbe davvero funzionato. Certo, i suoi desideri erano incredibilmente egoistici. Assolutamente, al cento per cento. Ma non sapeva che si sarebbe realmente avverato.

E poi si è cacciato in una situazione talmente complicata da non vedere più alcuna via d’uscita, così ha continuato a peggiorare le cose, scavandosi una fossa sempre più profonda. Ma adoro tutto questo dibattito. Lo trovo fantastico. Rende la storia molto più interessante.

Perché Bear è il vero cattivo di Obsession

Che Bear all’inizio di Obsession abbia espresso il desiderio con leggerezza, quasi fosse un gioco, è fuor di dubbio, ma che si sia reso conto quasi immediatamente che invece il bastoncino aveva funzionato lo è altrettanto. Ed è lì che risiede la sua vera colpa.

Il dettaglio del gatto svela la vera natura di Freaky Nikki

Uno dei primi indizi che Nikki non sia più se stessa arriva immediatamente dopo quel desiderio. Dopo essere rientrata a casa, la ragazza torna indietro e si avvicina all’auto di Bear. Mostra un atteggiamento completamente diverso nei suoi confronti e soprattutto fa riferimento alla presunta morte del suo gatto. Peccato che il gatto morto fosse di Bear, non di Nikki.

Cosa ci dice questo passaggio? Che si tratta della versione di Nikki idealizzata da Bear. L’errore sul gatto dimostra che non è la vera Nikki a parlare, ma una proiezione costruita dal desiderio: una ragazza che conosce solo ciò che Bear vorrebbe che sapesse e che esiste solo per soddisfare le aspettative di Bear.

Egoisticamente Bear sceglie la strada più semplice, chiude gli occhi e finge di non vedere, ma la realtà dei fatti è che è perfettamente consapevole di star approfittandosi di Nikki. Ogni volta che la tocca, ogni bacio, ogni notte insieme… sono tutte violazioni della ragazza. E più la pellicola va avanti, più il comportamento di Nikki non lascia adito a dubbi, più Bear si rivela per ciò che è realmente: un uomo patetico, violento, incapace di accettare un rifiuto e perfetta incarnazione della cultura incel. In una parola sola, uno stupratore.

A conferma di ciò, anche quando, in un raro momento di lucidità, Nikki torna in sé e gli chiede di ucciderla per sottrarla alla prigione fisica e psicologica da cui non può uscire, Bear proietta ancora la problematica su di sé, chiedendole se sia davvero così brutto fare coppia con lui.

L’ossessione del titolo non è quella di Freaky Nikki nei confronti di Bear, ma quella di Bear resa concreta dal desiderio.

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